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17/05/2009 – L’Arena


Rumori, il Comune detta le regole
IL NUOVO PIANO.
La Giunta approva un pacchetto di provvedimenti per disciplinare le attività con impatto acustico, dai concerti e sagre ai negozi e cantieri edili
Musica in strada non oltre le 21, lavanderie chiuse la notte Sboarina: «Una sintesi fra esigenze di cittadini e imprese»

Fate piano, se potete. I nuovi bar che tengono aperto anche la notte non dovranno essere adiacenti ad appartamenti di abitazione. Le lavanderie self service, sinora aperte 24 ore su 24, se in quartieri abitati, di notte dovranno restare chiuse. In zone industriali, invece, potranno funzionare sensa sosta. Bonghi e chitarre in spazi pubblici? Al massimo fino alle 19, a meno che non si tratti di spettacoli itineranti, in questo caso autorizzati al massimo sino alle 21, ma non per più di un’ora nello stesso posto e previa autorizzazione. Vietati gli strumenti a fiato, però, a parte i flauti, e le percussioni, salvo particolari deroghe.
La Giunta comunale approva il Regolamento per la disciplina delle attività rumorose, che ora andrà in commissione e poi al voto in Consiglio. Potrà, quindi, essere in parte emendato. Ma il documento, a cui ha lavorato l’assessore all’ambiente, Federico Sboarina, dice già nella sostanza che cosa vuole fare il Comune e le sanzioni (50 euro) previste per chi non rispetta le regole, fatte salve quelle già in vigore nel Codice penale e nel Codice della strada. La recente ordinanza del sindaco che vieta di suonare oltre le 22 in piazza dei Signori, quindi, dovrà poi armonizzarsi con il regolamento.
Le regole per i nuovi bar notturni (concordate con le associazioni degli esercenti e salvo deroghe motivate) fanno una sola eccezione. Il bar potrà essere adiacente a un appartamento abitato soltanto se questo è del proprietario del locale. Per i bar esistenti, invece, la città è stata suddivisa in aree, a seconda dell’orario di chiusura. Chi ha il plateatico, e non emette musica, potrà tenerlo attivo fino all’orario di chiusura del locale interno.
Un altro capitolo riguarda concerti, manifestazioni sportive, sagre, festival, feste di partito, lunapark, cioè eventi temporanei. Anche in questo caso le maglie si sono ristrette. Non serviranno autorizzazioni per piccole manifestazioni, di non più di due giorni consecutivi o di non oltre tre non consecutivi in un mese, con eventuali impianti audio di potenza massima inferiore a 200 watt e con musica trasmessa entro le 23,30. Oltre questi limiti si dovrà attivare una particolare procedura con il settore ambiente del Comune. Il livello dei watt è stato ridotto da 300 a 200, il che significa che si amplia il numero di manifestazioni che dovranno seguire particolare procedura. Ma vicino a scuole e ospedali niente sagre né feste. Le manifestazioni e i concerti con la musica superà i 7.000 watt di potenza verranno invece monitorate da un tecnico che alla conclusione dovrà presentare una relazione per verificare che i limiti non vengano superati.
È un’altra musica, invece, quella per gli «usi temporanei si apparecchi rumorosi o strumenti musicali in aree pubbliche», come dice il regolamento. Ferme restando le regole comunali del settore commercio e le norme del codice penale, l’orario consentito per suonare in strada saranno dalle 8 alle 19, con pausa dalle 12.30 alle 15, mentre per i suonatori itineranti dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 21, ma per non oltre un’ora nello stesso luogo.
Il regolamento distingue tra i cantieri edili privati e pubblici, questi con deroghe anche per il lavoro notturno. I cantieri potranno essere attivi dalle 8 alle 12.30 e dalle 14 alle 19, nelle zone abitate. In quelle industriali dalle 8 alle 20. Il Piano prevede che la Giunta indichi poi gli orari per svuotare i cassonetti; indicativamente, però, non fra le 22 e le 6. Vietati altoparlanti nei veicoli. Tetto massimo di potenza sonora di allarmi antifurto. I tagliaerba? Nei giorni feriali dalle 8 alle 13 e dalle 15 alle 19; sabato, domenica e festivi 9-12 e 16-19. Limiti più rigidi anche per autolavaggi condizionatori d’aria.
«Questo regolamento, emanato per la prima volta», dice Sboarina, «codifica tante situazioni tenendo conto delle linee-guida della Regione sull’inquinamento acustico ed è una sintesi fra il diritto dei cittadini a riposare e quello di esercenti, aziende e lavoratori a svolgere la propria attività».
Enrico Giardini

http://www.larena.it/stories/Cronaca/209464/

 

15/05/2009 – L’Arena


ORDINANZA E POLEMICA
C’è chi abita a poche decine di metri e non li sente.
Ma mercoledì scorso sono arrivati i vigili
Bonghi in piazza, molti residenti li «assolvono»

Ilaria Noro

«È ora che i giovani vivano i luoghi pubblici. Li abbiamo sentiti per caso e ci è parsa una cosa divertente»

Non solo bonghi per accompagnare i concerti improvvisati in piazza Dante. Il fracasso ritmato dei bonghi che ogni mercoledì sera proviene da piazza Dante tiene svegli i residenti. È infatti la motivazione che ha spinto il sindaco a firmare l’ordinanza numero 39 che vieta di suonare ogni strumento musicale nelle vie del centro dopo le 22. Ma del tam tam che risuona in piazza e si propaga nelle vie adiacenti, i residenti cosa dicono? «Non ci siamo mai accorti di nulla». E ancora: «Da noi non è mai partita alcuna protesta». Questa volta, a parlare dell’ormai famosa questione dei «Mercoledì di piazza Dante», che ha portato all’ordinanza del sindaco che vieta di suonare strumenti nelle vie e nelle piazze del centro dopo le 22, sono alcuni degli abitanti delle vie che confinano con il luogo di ritrovo dei giovani.
«Non ci siamo mai accorti di niente. Dell’iniziativa ne siamo venuti a conoscenza l’estate scorsa, per caso. Una sera, con mio marito, siamo anche andati a renderci conto della situazione e sembrava divertente: è ora che le piazze vengano vissute e riscoperte, anche dai giovani», spiega Elisabetta Bonsignore, residente in vicolo Cavalletto, che fa angolo con le Arche Scaligere, in un appartamento le cui finestre guardano sul vicolo e sono rivolte verso piazza dei Signori.
Una signora sostiene addirittura di aver saputo degli ormai noti mercoledì soltanto dopo la polemica sollevata dall’ordinanza. «Effettivamente un mercoledì qualche settimana fa, ho sentito in salotto un rumore ritmato e particolare e non riuscivo a capire da dove venisse. Ma è capitato solo quella volta, eppure io rimango sempre sveglia fino a tardi», sostiene Margherita Checa, residente sempre in vicolo Cavalletto ma due civici più avanti. La sera di cui racconta Checa è probabilmente quella in cui sono intervenute le volanti della questura, a seguito di alcune segnalazioni ricevute a tarda ora e che lamentavano il disturbo della quiete pubblica. Questura e vigili confermano che qualche telefonata, soprattutto nelle scorse settimana c’è stata.
«Si sono incontrati anche l’altra sera? Non mi sono accorto di nulla», è il commento di un residente di corso Sant’Anastasia, che però preferisce rimanere anonimo. Lo scorso mercoledì sera, intanto, il primo da quando l’ordinanza 39 è stata emanata, tutto si è svolto come ogni altro giorno «ritmato» della settimana.
I ragazzi si sono incontrati e intorno alla mezzanotte in piazza c’erano poco meno di trecento persone, hanno chiacchierato, bevuto, giocato, addirittura disegnato con dei gessetti, come testimoniano le colorate figure ancora in mostra sul pavimento della piazza. E anche suonato, dalle 22.30 circa fino a dopo l’una di notte. Nell’orchestrina improvvisata, si contavano 4 chitarre, un’armonica, un clarinetto, un violino e due dei temutissimi bonghi, che hanno però smesso di essere percossi qualche decina di minuti prima della mezzanotte. Una pattuglia di vigili è arrivata poco dopo le 23 ma si è fermata all’imbocco della piazza, in fianco al palazzo della Prefettura e lì è rimasta per circa due ore, mentre i giovani continuavano a intonare melodie.
La serata si è conclusa alle due e nessuna multa è stata elevata, anche se non è da escludere che le sanzioni, che prevedono cento euro di multa la prima volta, 250 la seconda, 450 la terza e prevedono anche il sequestro dello strumento per i suonatori recidivi, possano comunque essere spedite a casa e non contestate sul posto.
Sul posto, in tarda serata, è arrivato anche il dirigente della Digos Luciano Iaccarino che ha parlato a lungo con una rappresentanza dei giovani. «Sembra che il primo round l’abbiamo vinto noi, staremo a vedere cosa succederà le prossime settimane», hanno commentato alcuni dei giovani suonatori che l’altra sera affermavano di non sentirsi affatto intimoriti dalle multe. «Stiamo organizzando un’iniziativa per protestare contro quella che riteniamo un’assurda limitazione dei nostri diritti».

13/05/2009 – L’arena


La musica in strada «non si fermerà»
PIAZZA DANTE. Dopo l’ordinanza, la risposta dei protagonisti

I ragazzi replicano a Tosi: «È inaccettabile limitare la libertà per colpa di qualcuno». Piazza Dante deserta. I giovani hanno annunciato che la musica in strada non si fermerà.

Verona. «Le butele e i butei di piazza Dante», continueranno «a suonare e sognare, in direzione ostinata e contraria», nonostante la recente ordinanza firmata dal sindaco Tosi che impone ai loro strumenti di tacere dalle 22 in poi.
A pochi giorni dal nuovo provvedimento che vieta di suonare strumenti nelle vie e piazze del centro dopo le dieci di sera, una rappresentanza dei circa 200 ragazzi che ogni mercoledì si incontrano in piazza Dante, affida a una nota scritta la propria opinione sulla vicenda che li vede, loro malgrado, protagonisti.
Nonostante abbia valenza su tutto il territorio comunale, la misura restrittiva, infatti, è stata presa a seguito della denuncia dei residenti delle vie limitrofe, che il mercoledì lamentavano il disturbo dovuto al rumore di bonghi e djambee fino a tarda notte. «L’accordo tra il diritto di chi ad una certa vuol dormire con il diritto di altri di stare in piazza a suonare e cantare è sufficientemente garantito dalle leggi che definiscono e sanzionano il disturbo alla quiete pubblica«, spiegano i giovani.
Infatti, «una cosa deve essere chiara. Se il comportamento irrispettoso di alcuni impedisce effettivamente il riposo a qualche cittadina o cittadino è giusto che si intervenga in qualche modo, ma la responsabilità crediamo sia e debba rimanere individuale. Non è accettabile un’ordinanza che limita la libertà di tutte e tutti per punire l’eventuale maleducazione del singolo. Nel caso di Piazza Dante, come chiunque può verificare, qualche chitarra e qualche cembalo che suonano non recano alcun disturbo alle case che ci sono nei dintorni. Certo non più degli schiamazzi che arrivano dai plateatici dei locali della adiacente Piazza Erbe, ben più a ridosso delle abitazioni».
Un’affermazione, questa, contestata dal sindaco Tosi, che aveva replicato come «basterebbe un po’ di buon senso per capire la differenza tra il disturbo arrecato dagli strumenti a percussione da quello di persone che chiacchierano all’aperto». Ma i giovani ribadiscono il loro diritto ad incontrarsi e a suonare liberamente, pur nel rispetto altrui: «Vorremmo semplicemente meno autoritarismo e più buonsenso, ma non ci resta che unirci e fare resistenza: aprire con fermezza e consapevolezza un conflitto contro l’ordinanza 39 e chi l’ha promossa fino a quando non verrà ritirata».
Ordinanza che, se applicata, prevede una sanzione che va dai cento ai 450 euro e il ritiro immediato dello strumento utilizzato.
Intanto, anche su internet, (sul social network Facebook il gruppo «I mercoledì di piazza Dante» conta 525 iscritti), sta montando la protesta. E c’è anche chi consiglia on-line di concretizzare la resistenza, «fischiettando, invitando cantanti lirici, mettendo le scarpette da tip tap e qualsiasi altro "indumento" musicale».
A questo punto non resta che una domanda: stasera, chi fermerà la musica? L’aria, di certo, è già elettrica. I.N.

http://www.larena.it/stories/Home/208280/

 

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